sabato 12 gennaio 2013

Intolleranze alimentari: il cibo come nutrimento - prima parte


Quello delle intolleranze (o meglio Sensibilità) alimentari è un argomento di cui sentiamo molto parlare, c’è chi è contrario e pensa che non esistano e chi invece le considera la causa di ogni problema e da la caccia ai cibi come si trattasse di criminali.
Pareri spesso fortemente discordanti generano confusione e insicurezza per cui a volte ci sentiamo persi, non sappiamo cosa fare, ci chiediamo se ci stiamo alimentando bene e cerchiamo continuamente nuove vie nella speranza di trovare una soluzione magica, salvo poi abbandonarle sfiduciati.
Un approccio corretto a nostro parere è necessariamente quello che cerca innanzitutto di capire cosa sono e di individuare le cause reali, considerando gli aspetti evoluzionistici e non dimenticando che l’essere umano va studiato sempre tenendo conto della sua complessità e osservandolo da tre diversi punti di vista: l’aspetto fisico – biologico, l’aspetto emotivo e l’aspetto spirituale.
 Siamo ciò che mangiamo. Sembra una frase scontata, in realtà non lo è.
Viviamo l’alimentazione come un automatismo, come una abitudine, INCONSAPEVOLI di ciò che realmente stiamo facendo; altre volte affidiamo al Cibo il compito ingrato di compensare tutte le nostre necessità inappagate e le nostre frustrazioni.
Un alibi comune è che “siamo di fretta e non abbiamo tempo”, come se l’alimentazione consapevole fosse un lavoro e sottovalutando (o meglio facendo finta di dimenticare) quanto una vera sana alimentazione sia fondamentale per la salute. E’ vero, oggi spesso i nostri ritmi di vita sono frenetici, ma questo non vuol dire non dedicare al Cibo l’importanza che merita. Non possiamo smettere di respirare, non possiamo smettere di nutrirci.
 Altre volte (ed è anche peggio) siamo convinti di mangiare bene, sano, rifiutando di accettare quelli che sono gli errori evidenti, presi come siamo da idee preconcette diffuse, dal dare ascolto all’esperto in televisione o all’ultima dieta alla moda che promette miracoli, aspettandoci poi l’invenzione della pillola miracolosa che risolva il nostro problema.  
E che dire della pubblicità? Siamo tutti convinti di conoscere il suo potere e di essere liberi da essa …. Grande errore sottovalutare i meccanismi spesso inconsci su cui agisce.
Tutto pur di non renderci conto che solo nelle nostre mani è la nostra salute e che il cibo è la nostra prima medicina unitamente alla Consapevolezza.
Da millenni l’uomo, in base all’istinto, sperimenta la scelta dei cibi per la sopravvivenza.
Nella preistoria l’uomo primitivo mangiava per sostentamento gli animali che cacciava, bacche e insetti; in seguito, con la coltivazione e l’allevamento ha iniziato ad avere maggiori disponibilità, ma era sempre l’istinto che lo guidava nell’alimentarsi, come gli animali, mantenendo intatto e privilegiato il rapporto con la natura che lo circondava.
Soprattutto poi, non avendo metodi di conservazione e, all’inizio nemmeno il fuoco, i nostri antenati mangiavano cibo VIVO e CRUDO. 
 Chi non si accorge del sapore e del gusto diversi di un frutto appena colto dall’albero, pieno di forza vitale? Lo stesso vale per le piante con cui ci curiamo: in una pianta coltivata, raccolta con metodo industriale, essiccata in forni, triturata, incapsulata, cosa resta della forza vitale di cui abbiamo bisogno? Nulla! Abbiamo solo il principio attivo, quello che può essere replicato dall’industria chimica, mentre la stessa industria non ha modo di riprodurre la Vita. 
In seguito il fuoco e vari metodi di conservazione hanno portato ad una certa evoluzione nel modo di alimentarsi, ma questa evoluzione, soprattutto nelle campagne, ha mantenuto dei principi fondamentali per la salute. Però, da un certo momento in poi, si è cominciato a parlare di vari tipi di malattie degenerative e di generazione in generazione stiamo diventando sempre più fragili: dalla carie al cancro, passando per problemi di pelle, artriti, dolori vari, problemi mestruali, ecc., nessuno oggi è esente da malattie degenerative o problemi di salute più o meno seri. All’inizio tali malattie erano chiamate “malattie dei ricchi”, ma poi si sono diffuse anche nelle campagne e oggi colpiscono indiscriminatamente. La causa quindi deve essere ricercata in un cambiamento di abitudini a tutti i livelli.
 Oggi salta agli occhi quanto tutti abbiano problemi di intolleranze e allergie alimentari. In realtà tutti siamo in teoria intolleranti, ma un organismo sano, con un corretto stile di vita e una corretta alimentazione, riesce a mantenere alto il livello di soglia di tolleranza del proprio organismo.
Il problema è che sempre più la tolleranza sfugge a questo livello di soglia e crea problemi via via più seri, sia a livello fisico che psicologico.
Quali sono le cause di tutto questo?
Continua …

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